Quel Protocollo tra Casa Memoria e CGIL
La quarta sessione di dibattito a Cinisi è entrata nel merito di un importante progetto condiviso
La quarta ed ultima sessione dei lavori organizzati dall’Area ‘Le Radici del Sindacato’ ha preso il via con il toccante docufilm realizzato da Martin Enrico Iglesias (che abbiamo presentato in anteprima nello scorso numero di ‘Progetto Lavoro’) dal titolo esemplare “Andante ostinato”. Protagonisti dell’opera, in primo luogo, Giovanni e Luisa Impastato: il primo aveva introdotto i lavori la mattina del 7 maggio, mentre la seconda ha ricordato, nel corso del dibattito in questione (moderato da Saverio Cipriano, instancabile organizzatore della “due giorni” organizzata ogni anno da ‘Le Radici del Sindacato’), l’importanza del protocollo per la legalità sottoscritto da Casa Memoria con la CGIL.
I termini dell’accordo sono stati esplicitati da Mario Ridulfo, segretario generale della CGIL di Palermo, che si è soffermato sull’importanza della “rete sociale antimafia che mette assieme associazioni, politica, chiesa e sindacato e che ha trovato una formalizzazione plastica nel protocollo tra Casa Memoria e la CGIL. Affinché la lotta antimafia – ha concluso Ridulfo – possa creare consapevolezza nella comune battaglia”. La quale ha trovato anche un’altra casa: la Camera del Lavoro di Cinisi, inaugurata la mattina del 9 maggio, alla presenza della segretaria nazionale CGIL Lara Ghiglione, chiamata a concludere i lavori di quest’ultima sessione, valorizzando la grande importanza del protocollo sottoscritto.
In precedenza, a rafforzare il concetto sull’importanza dell’impegno politico per la legalità, era intervenuto David Gentili, arrivato da Milano a raccontare il percorso antimafia del Comitato presso il Comune, di cui è presidente: “Conduciamo una battaglia contro le economie criminali e la concorrenza sleale che colpisce tanto i lavoratori quanto l’economia cittadina”. Perciò è necessaria una “lotta radicale per affermare un lavoro dignitoso”, ha chiosato Ilaria Ramoni, Consulente presso la Commissione nazionale antimafia.
Già, “perché la lotta alla mafia è una delle mille facce della battaglia tra capitale e lavoro”, come ha spiegato Rossano Rossi, segretario generale della CGIL Toscana: “Se la Cgil continuerà a marcare scelte come quelle che vengono affrontate qui a Cinisi – ha affermato Rossi – potremo continuare ad avvicinare le giovani generazioni”. Le quali hanno bisogno come il pane di una “memoria collettiva” che parli il loro linguaggio, ha osservato Luisa Impastato: “Vogliamo contestualizzare le idee e le lotte di Peppino, che facevano parte di un perimetro ampio, contro le disuguaglianze, per l’ambiente, per un’antimafia sociale”. Quest’ultima vive spesso nel ricordo di chi si è messo in gioco in tempi più difficili di quelli attuali: come Andrea Raia, ucciso a Casteldaccia il 6 agosto 1944 a 37 anni “perché aveva aperto la sezione del Partito Comunista nel suo paese e difendeva i contadini”, come ha ricordato con commozione il deputato dei Cinque Stelle Davide Aiello, nipote di quell’uomo dalla schiena dritta.
Pa. Rep.
Pubblicato il 26 Maggio 2026
