Quel Ponte così inutile (e dannoso)

La “due giorni” di dibattito a Cinisi si è aperta con un confronto a proposito della mega-opera sullo Stretto

“Grandi opere, democrazia, territori”: l’iniziativa organizzata dall’Area ‘Le Radici del Sindacato’ CGIL, il 7 e l’8 maggio all’hotel Magaggiari di Cinisi (PA), è partita (dopo il toccante saluto alla platea di Giovanni Impastato) con un dibattito (moderato da Elia Randazzo) che ha messo subito il dito in una delle piaghe più dolorose che attraversa la Sicilia.

Il progetto del ponte sullo Stretto, ha esordito Carmelo Chitè della CGIL di Messina, è la rappresentazione plastica “di un manufatto inutile, che sconta la contrarietà di tutta l’opposizione e della CGIL, oltre ad un’importantissima mobilitazione dal basso”. Quel progetto evidenzia inoltre “un enorme problema di democrazia”, come ha evidenziato il docente di Economia all’Università di Messina Guido Signorino: “Rappresenta una violenza democratica – ha spiegato – un tentativo di forzare la mano”. Raccontano che porterà 120mila posti di lavoro, ha aggiunto Signorino: “Ma scorrendo i numeri, non si superano 2.100 unità per il tempo necessario a costruirlo”. Se non fosse che i tagli ai servizi di traghettamento porterebbero alla perdita di circa 2.000 posti di lavoro.

E dire che la Sicilia avrebbe ben altri problemi, come quelli evidenziati da Josè Sudano, segretario generale della Fp-CGIL Siracusa e Coordinatore regionale dei VVFF: dal ciclone ‘Harry’ ai crolli a Niscemi “le risorse andrebbero dirottate dove servono, non certo su un progetto fallimentare”.

Il grande movimento di protesta contro il Ponte, ha osservato Gino Sturniolo (Assemblea No Ponte) “è un vero e proprio esperimento di partecipazione, che tiene insieme dai ‘no global’ al movimento antimafia fino al movimento per Gaza”. Ma non è sufficiente opporsi, ha concluso: “Dire ‘no ponte’ significa respingere tutte le grandi opere, inutili e dannose”.

La malapolitica in Sicilia si vive ogni giorno: lo ha raccontato Maurizio Milone, sindaco di Belmonte Mezzagno, nel palermitano, che ha descritto gli enormi disagi in seguito ad una frana del 2021 che ha messo in ginocchio il paese, costringendo chi lo abita ad un progressivo e costante isolamento con il resto dell’Isola.

E’ dunque fondamentale tenere assieme tutte le battaglie, quelle per la legalità e quelle per qualità della vita, evidenziate dalla giuslavorista Aurora Notarianni: “Lo Stretto è un posto unico al mondo per biodiversità… E vorrebbero costruire un’opera di un impatto devastante”.

Quell’impatto va ad incidere pesantemente sulla quotidianità, come ha aggiunto Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea-CGIL siciliana: “Viviamo in un deserto infrastrutturale, con una situazione ferroviaria e stradale disastrosa, se pensiamo che Palermo e Catania sono la prima e la terza città più congestionate d’Italia”.

“La vicenda-Ponte è fortemente emblematica rispetto all’approccio del governo alle reali esigenze del paese”, ha osservato il segretario nazionale CGIL Luigi Giove concludendo la prima sessione dei lavori: territorio abbandonato, Calabria e Sicilia a saldo negativo nei diritti sanitari. “Servirebbe al contrario – ha concluso – un’idea di sviluppo che valorizzasse le competenze e rimettesse in agenda il tema dei diritti”.

Paolo Repetto

Pubblicato il 26 Maggio 2026