Il programma della Cgil che verrà
La seconda sessione dei lavori a Cinisi ha trattato un tema cruciale, partendo dalle urgenze quotidiane
Per affrontare il tema del nuovo “programma fondamentale”, su cui la CGIL ha avviato un confronto interno, è utile partire dalla difesa dei diritti: il dibattito pomeridiano, il 7 maggio a Cinisi, ha dunque tenuto insieme la questione dell’immigrazione e quella del diritto all’istruzione, nella cornice generale della legalità. Come questi grandi temi possano stare insieme nella pratica politico-sindacale lo ha spiegato nella sua introduzione Adriano Sgrò, componente dell’Assemblea nazionale CGIL, che ha rimarcato l’importanza del lavoro svolto dalla commissione (di cui fa parte) che si sta occupando di scrivere il “programma fondamentale” dell’Organizzazione.
“Siamo chiamati ad un passaggio importante – ha aggiunto Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia – che non può essere vissuto ‘come coloro che parlano di noi tra di noi’”. Poco prima, il Responsabile delle Politiche sull’Immigrazione della CGIL, Peppe Scifo, si era soffermato sull’irregolarità diffusa “di chi vive di lavoro nero”, i drammi in carne ed ossa e i deficit strutturali in materia di diritti. Tema, quest’ultimo, affrontato da un altro versante (quello scolastico) da Caterina Altamore, che ha raccontato il suo impegno quotidiano da insegnante nella frontiera degli ospedali, a fianco ai ragazzi ricoverati.
“Alle radici della disuguaglianza c’è sempre la povertà educativa – ha aggiunto Mario Lavezzi, docente di Economia Politica all’università di Palermo – ma non si vede governo che voglia mettere il tema dell’istruzione al centro della sua azione”.
E se pensiamo all’ultimo, di governo, la memoria recente corre al tentativo “di liberarsi della magistratura non addomesticabile”, come ha ricordato il Presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, aggiungendo che “il diritto penale è tornato ad essere un diritto dell’oppressione, o del privilegio, per qualcuno”.
Perciò la via maestra “è quella di riproporre l’attuazione della Costituzione, proprio a fronte della crescenti disuguaglianze”, ha argomentato il giuslavorista Alessandro Bellavista prima delle conclusioni di Serena Sorrentino, chiamata dalla segreteria nazionale Cgil a coordinare il lavoro sul “programma fondamentale”. Occorre “costruire un’analisi condivisa, per poi definire una nuova agenda sindacale – ha spiegato Sorrentino – dandoci obiettivi strategici e individuando una visione d’insieme”. E’ importante, ha aggiunto, “rideclinare i valori fintanto che ci poniamo l’obiettivo di rappresentare al meglio il lavoro che cambia”. Senza perdere di vista “la ridefinizione dei poteri capitalistici a livello geopolitico internazionale”.
Pa. Rep.
Pubblicato il 26 Maggio 2026
