Il nostro sogno? L’incubo dei re e delle regine

Eliana Como: “Dobbiamo ribaltare la scacchiera prima che i tecnocrati la facciano a pezzi, come stanno facendo con l’intero pianeta”

Come recita uno dei manifesti della manifestazione del 28 marzo, giochiamo una partita a scacchi. Il problema è che la partita è truccata. Perché loro possiedono la scacchiera. E non ci sono solo re e regine sopra, ma anche i loro cani di guardia, quelli dell’ICE con i loro manganelli e i loro decreti sicurezza in tasca. E i tecnocrati della silicon valley, quelli che potrebbero comprarsi tutti i pezzi della scacchiera e decidere le loro mosse, quelli che sanno tutto di noi e noi quasi niente di loro.

Sulla scacchiera è pieno dei loro carri armati, aerei da guerra, navi militari, comprati con i soldi dei nostri ospedali e delle nostre scuole. E l’Europa della guerra è dell’austerità è dalla loro parte della scacchiera. Non gioca per noi, ma contro di noi.

Insomma, la partita è truccata. E per vincerla noi dobbiamo ribaltare la scacchiera prima che la facciano a pezzi, come stanno facendo con l’intero pianeta (come se non ci fosse un domani, loro inquinano, saccheggiano, calpestano i popoli…).

La nostra resistenza ha tre strade.

Una è quella del contrasto alla svolta autoritaria. Loro hanno il potere, ma noi abbiamo la ragione. Ha vinto il No e abbiamo dimesso Delmastro e Santanché. Un po’ di pezzi sono rotolati giù dal tavolo. Ma le loro iniziativa reazionaria non è fermata. Chi ha perso, chi si deve dimettere, chi vogliamo mandare a casa è Giorgia Meloni, l’amica di Trump, Orban, Milei, Netanyahu. L’internazionale nera dell’odio fascista di re e regine.

È qui che c’è la seconda strada. Loro hanno potere ma noi siamo più di loro. É la strada della mobilitazione popolare, del conflitto, delle lotte, degli scioperi. È quella che va costruita: nei posti di lavoro, nelle scuole, nelle università, delle piazze. C’è bisogno di salari, pensioni, diritti, lavoro, sanità pubblica. Rivoltiamolo questo paese, come abbiamo fatto l’autunno scorso contro il genocidio a Gaza, che ora hanno rimesso sotto silenzio per costruire resort di lusso dove si è consumato la più disumana di tutte le guerre.

E poi c’è la terza strada ed è quella del nostro immaginario collettivo. Loro hanno potere ma non hanno un sogno. Questa strada è quella del concerto del 27 marzo. Del tour ‘No Kings’ di Bruce Springsteen in America. É la stessa strada dei lavoratori e delle lavoratrici della Fenice a Venezia, che da mesi lottano contro una nomina dall’alto del governo, perché il teatro non ha né padroni, né regine, né amichetti. Ed è la strada del festival di letteratura di working class dal 10 aprile ai cancelli di Gkn: finché ci sono operai che lottano da cinque anni e leggono libri scritti da loro e per loro, c’è speranza.

Non c’è padrone in questo paese e al mondo, né Elon Musk, né Jeff Bezos, Peter Thiel o Donald Trump, non c’è padrone, con tutto l’oro del mondo, che può permettersi la dignità degli operai di Gkn. 

Per questo possiamo ancora fare scacco.

Perché abbiamo la Costituzione, ma soprattutto le nostre lotte e i nostri sogni.

Loro hanno potere ma noi abbiamo un sogno: la giustizia sociale e climatica, la solidarietà tra i popoli, l’accoglienza ai migranti, il rispetto di ogni identità di genere.

Il nostro sogno è l’incubo dei re e delle regine.

Eliana Como

Portavoce Area ‘Le Radici del Sindacato’ CGIL

Pubblicato il 30 Marzo 2026