Eliana Como: “Le nostre radici da innaffiare ogni giorno”

L’appuntamento di mercoledì 29 giugno a Livorno segna l’inizio del percorso del secondo documento verso il XIX Congresso della Cgil. Ad Eliana Como, Portavoce di ‘Riconquistiamo tutto’, abbiamo chiesto di mettere in fila le priorità, le linee di indirizzo e gli auspici di chi ha promosso il documento alternativo a quello della maggioranza.

Quali sono le premesse del secondo documento?

Presentiamo il documento alternativo al XIX congresso CGIL perché riteniamo sia ora di cambiare passo, di tornare al ruolo originario del sindacato e alle sue radici. Soltanto così la Cgil potrà recuperare un ruolo da protagonista, a partire da un nuovo indirizzo politico-strategico, non avendo paura di pronunciare la parola “conflitto” e ponendosi l’obiettivo di affrontare radicalmente le numerosissime sfide che abbiamo di fronte: da quella sanitaria a quella climatica, per non dire della guerra in corso alle porte dell’Europa o dell’impennata inflazionistica che si ripercuote molto pesantemente sui salari delle lavoratrici e dei lavoratori. Per affrontare tutto ciò non serve certo più “moderazione”, ma, al contrario, maggiore conflittualità.

La Cgil sembra effettivamente un po’ “schiacciata” sotto il peso delle varie crisi che hai elencato…

Riteniamo che la Cgil debba avanzare, in questo Congresso, una forte autocritica e mettere in discussione le scelte operate in questi anni in materia contrattuale e salariale, contrapponendosi d’ora in poi alle politiche del Governo Draghi. Il documento della maggioranza Cgil evidenzia una necessità sacrosanta quando segnala la necessità di alzare i salari. Il punto è che se non vogliamo che un auspicio rimanga sulla carta, occorre mettere in campo una mobilitazione in grado di imporre al governo di adottare politiche funzionali a alzare i salari. Ma non si può pensare di farlo se non si adottano convincenti piattaforme rivendicative nei contratti nazionali in grado di raggiungere quell’obiettivo.

Diciamo anche che la “moderazione salariale” sembra far parte di una precisa strategia del sistema delle imprese, che pensa di affrontare le varie “crisi” facendole pagare ai soliti noti.

Infatti inseguire una sorta di neoconcertazione sarebbe perdente in partenza, tanto più che le nostre controparti non la vogliono affatto. Abbandonare fin dal principio quell’approccio è l’unica strada anche per porre all’attenzione un’altra questione cruciale: dobbiamo smetterla di raccogliere le briciole che ci vengono calate dall’alto, come è accaduto anche dopo il giugno 2020 con il nascente PNRR. Si tratta piuttosto di rivendicare (insieme ai salari) percorsi che garantiscano diritti e dignità alle lavoratrici e dei lavoratori, insieme a risorse per la scuola e lo stato sociale, ossia due “capitoli” che avrebbero dovuto rappresentare il cuore delle politiche nazionali per ripartire dopo il Covid e che invece “meritano” sempre meno attenzione e meno soldi pubblici.

Riscoprire le radici, si diceva all’inizio. Vogliamo fissare qualche coordinata, affinché non rimanga soltanto una suggestione?

Dobbiamo prendere esempio dalla vertenza esemplare della GKN, che ha tracciato chiaramente una strada da seguire, quella della lotta. Anche la modalità indicata dalle compagne e dai compagni di quella fabbrica è emblematica: pensiamo alla scelta assembleare, a partire dalla mobilitazione del collettivo di fabbrica per poi coinvolgere i lavoratori, praticando e rinforzando legami di solidarietà e di convergenza con i movimenti sociali e territoriali. Tutta la Cgil dovrebbe impegnarsi per riscoprire e ritrovare le sue radici ispirandosi alle lotte che meglio ci rappresentano, valorizzando chi dovrebbe metterle in atto: ossia le delegate e i delegati dei luoghi di lavoro.

La linea tracciata dallo scorso Congresso, in effetti, sembrava indirizzata verso un’altra direzione…

Era destinata a fallire, quattro anni fa, la speranza di modificare la linea della Cgil cambiando semplicemente il suo vertice o eleggendo un Segretario generale più telegenico. Non è il “vertice” di un’Organizzazione a definirne via via la strada da compiere. I rapporti di forza sono piuttosto determinati dalla crescita delle radici di una grande Organizzazione di massa, che vanno innaffiate e rinvigorite giorno dopo giorno, anno dopo anno. Siamo dunque attesi da un percorso più autentico e soprattutto più utile alla nostra base sociale. Noi promotori del secondo documento congressuale intendiamo attuarlo a cominciare dalla nostra assemblea di Livorno del 29 giugno: con gioia, passione, trasparenza, militanza e tanta determinazione.