Wärtsilä, corteo a Trieste contro i licenziamenti

Oltre 15mila persone hanno sfilato il 3 settembre a Trieste contro i licenziamenti decisi dalla multinazionale finlandese Wartsila. Da Foro Ulpiano a Piazza Unità il corteo ha attraversato le vie del centro cittadino, con in testa Marco Relli, Alessandro Gavagnin e Antonio Rodà, segretari provinciali rispettivamente di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm con le bandiere. Dietro di loro, con lo striscione unitario, i segretari nazionali di Fiom, Fim e Uilm Michele De Palma, Roberto Benaglia e Rocco Palombella. Ne ha dato notizia il portale collettiva.it.

“La città di Trieste non deve mollare. Siamo uniti e faremo tutto il possibile per non permettere alla multinazionale di tradire i lavoratori e compromettere il futuro della città – ha osservato il segretario Fiom Michele De Palma – e il 7 settembre si terrà a Roma in presenza l’incontro al Mise con il Ministero del Lavoro, a cui vogliamo arrivare pronti per scongiurare la crisi industriale di Trieste”.

“Il 3 settembre è sceso in piazza il popolo di Trieste – ha commentato Pier Brovedani, storico dirigente triestino della Cgil ed esponente di ‘Democrazia e Lavoro’ – a difesa del più importante insediamento industriale della città, ex Grandi Motori e oggi Wartsila. L’azienda ha ricevuto ingenti finanziamenti dal Pnrr finlandese (soldi europei) per costruire una fabbrica a Vaasa che fa le stesse cose di Trieste e che tra l’altro – ha proseguito Brovedani – ha preso anche una trentina di milioni dal Pnrr italiano: è questo il libero mercato cui noi italiani dobbiamo impiccarci, mentre gli altri paesi ne fanno uno strumento duttile e adattabile ai propri interessi nazionali?”. Dal tempo dei moti del ’66 in difesa dei cantieri San Marco, ha concluso Brovedani, “non si vedeva una mobilitazione così partecipata in difesa di un insediamento produttivo: questo alla faccia della giunta Dipiazza di centro-destra, che vuol trasformare Trieste in una città turistica e del piccolo commercio”.