Ricordando Achille Zasso, compagno vero
Per decenni un riferimento della sanità territoriale milanese: conosceva ogni ambulatorio, ogni ufficio
Con la scomparsa di Achille Zasso la CGIL perde un compagno vero, uno di quelli che non hanno mai vissuto il sindacato come un ruolo, ma come una scelta di vita.
Per decenni è stato il punto di riferimento della sanità territoriale milanese. Conosceva ogni presidio, ogni consultorio, ogni ambulatorio, ogni ufficio. Conosceva i luoghi del lavoro e, soprattutto, le persone: medici, infermieri, tecnici, amministrativi, dirigenti. Con tutti sapeva discutere, confrontarsi e, quando necessario, polemizzare con fermezza, sempre nell’interesse delle lavoratrici, dei lavoratori e del servizio pubblico.
Achille era un riferimento e cioè un militante presente sul posto di lavoro e nelle lotte.
Achille apparteneva a quella generazione di militanti che non si risparmiava mai. Assemblee, scioperi, presìdi, congressi, manifestazioni: c’era sempre. Bastava una battaglia da combattere e lui era già in cammino. Indimenticabile durante la campagna referendaria di due decenni fa per l’articolo 18: con il secchio della colla, la scopa e i manifesti caricati sull’autobus, percorreva Milano senza conoscere stanchezza, convinto che ogni manifesto affisso fosse un pezzo di democrazia in più.
Venticinque anni fa eravamo insieme a Genova, il giorno dopo della morte di Carlo Giuliani. Come sempre, presente. Perché Achille non è mai stato uno spettatore della storia: ne è stato un protagonista silenzioso, coerente e instancabile.
Mancherà il compagno, il militante, l’onesto critico. Mancherà la sua conoscenza straordinaria del territorio, la sua memoria storica, la sua capacità di esserci sempre quando c’era da difendere un diritto o sostenere una lotta.
Alla cara Paola rivolgiamo il nostro abbraccio più affettuoso e le più sincere condoglianze.
Ciao Achille. La tua vita è stata una testimonianza concreta di cosa significhino la militanza, la solidarietà e la giustizia sociale. Continuerai a camminare nelle lotte che hai contribuito a costruire e nella memoria di tutte e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di condividere con te un pezzo di strada.
La CGIL perde un compagno vero. La lotta per la giustizia sociale perde uno dei suoi protagonisti più autentici che non dimenticheremo.
Adriano Sgrò
Pubblicato il 6 Luglio 2026
