Pace in Ucraina: stop all’invasione, stop agli armamenti, no al bellicismo

Raggiunto telefonicamente a Ghedi, nel bresciano, dove ha partecipato ad una manifestazione domenica 6 marzo, Adriano Sgrò – Coordinatore nazionale di ‘Democrazia e Lavoro’ – ha ribadito le ottime ragioni di chi condanna con la massima forza l’invasione russa in Ucraina, auspicando però un salto di qualità della politica e delle istituzioni per “ricostruire” la pace.

Partiamo da qui, dal messaggio che giunge da una delle principali basi missilistiche della Nato.

Noi abbiamo assoluta necessità di ridare speranza ai popoli; la speranza nella pace possibile, che va costruita ritessendo la tela diplomatica. Ecco perché gli armamenti – e la logica che li sottintende – devono essere abbandonati ed il futuro dell’umanità deve passare dal disarmo.

Va ribadito con la massima forza oggi, mentre prosegue l’offensiva militare russa in Ucraina, con centinaia di migliaia di sfollati, tanti morti e altrettanta paura del futuro…

Noi condanniamo con forza l’azione di guerra della Russia ma non si possono omettere le politiche bellicistiche della Nato. Perciò oggi a Ghedi, all’aeroporto militare base missilistica della Nato, ha ripreso vigore il percorso delle persone che credono nella solidarietà tra i popoli e che proseguono, senza sosta, a chiedere pace e disarmo.

Si parte insomma dalla drammatica attualità per provare a costruire un avvenire di convivenza.

Il nostro orizzonte non può essere che quello della pacificazione tra i popoli. Gli appartenenti a numerose associazioni, insieme a noi che militiamo nella Cgil, continuano a manifestare con determinazione per sostenere ogni iniziativa contro la guerra: oggi abbiamo riproposto tutti insieme quell’orizzonte, dall’Ucraina alla Palestina, fino all’Afghanistan e al Corno d’Africa. Torni la pace.

(a cura della redazione di ‘Progetto Lavoro’)