Inchiesta sindacati di base: Sgrò, vicini al SI Cobas, ripartire dalle lotte contro chi insegue solo i profitti

Ancora una volta, con tempistica sospetta, un impianto giudiziario accusatorio francamente incomprensibile si abbatte sulle azioni di lotta di un Sindacato di base: un gruppo di dirigenti sindacali del Si Cobas è stato raggiunto da alcune misure cautelative che colpiscono iniziative di lotta che, nel piacentino, il Sindacato autonomo ha condotto nel settore della logistica. Le rivendicazioni e le azioni di lotta – condotte in un settore in cui lo sfruttamento della forza-lavoro ci riporta a periodi in cui lavoratrici e lavoratori erano pressoché schiavizzati dai padroni delle aziende – sono state consegnate all’interesse delle indagini di Magistratura e Forze dell’ordine che, evidentemente, si prestano ad una lettura dei fatti che non tiene in nessuna considerazione la realtà dei rapporti di forza in questo delicato settore produttivo. E’ noto a tutti che nella logistica, settore in fortissima crescita e che consegna utili spaventosi alle aziende, i lavoratori sono costretti a ritmi forsennati con retribuzioni basse. Negli ultimi anni, tutte le Organizzazioni sindacali sono state impegnate nel tentativo di garantire tutele e rappresentanza a centinaia di migliaia di addetti. Per questo motivo siamo vicini all’organizzazione dei Si Cobas, convinti che le lotte sindacali debbano essere la pratica comune per le rivendicazioni del mondo del lavoro e per bilanciare lo strapotere padronale di chi è soltanto interessato alla massimizzazione dei profitti. Pensiamo che sia giunto il momento di rivedere non solo gli impianti contrattuali di tutto il settore, ma la stessa legge sugli scioperi, che si sta rivelando di stampo liberticida e contraria agli interessi di chi non vuole soccombere sotto il ricatto e le minacce padronali.

Adriano Sgrò

Coordinatore nazionale ‘Democrazia e Lavoro’ CGIL