Gli effetti della crisi e la politica che non c’è

La condizione in cui versa il cosiddetto sistema Italia non lascia presupporre alcuna ripresa positiva per le lavoratrici ed i lavoratori. Il conflitto in Ucraina, la crisi energetica e la preoccupante situazione sanitaria dovuta alla recrudescenza dei contagi da Covid mettono in allarme tutto il paese.

Nel frattempo, appare davvero confusa la situazione politica in quella che sarà la campagna elettorale più veloce ed allo stesso tempo più inutile della storia repubblicana.

Basterebbe seguire solo per qualche minuto il dibattito di cui si stanno rendendo protagonisti i vari competitori elettorali per scoprire l’assurdità delle proposte demagogiche e classiste avanzate agli elettori.

Nessuno, o quasi, dei partiti presenti in questa campagna elettorale ha compreso la portata devastante della crisi economica e di conseguenza nessuno propone seriamente gli aumenti salariali, il blocco dei licenziamenti, la cancellazione delle leggi negative e dannose in materia di previdenza, di salute e di occupazione giovanile.

Il nostro sindacato, che ha optato per un rinvio congressuale, dovrebbe approfittarne per modificare integralmente la propria linea ed accettare le proposte che, con il Documento “Le Radici del sindacato”, abbiamo offerto per il dibattito. Si tratterebbe di accettare un’analisi schietta riguardo ai danni provocati dai Governi di questi ultimi anni alla classe dei lavoratori e dei pensionati.

Con grande coraggio bisognerebbe smarcarsi dal peso asfissiante di una classe politica che ha rinunciato, oramai da tanto tempo, a rappresentare il lavoro e di intraprendere un percorso di costruzione delle proprie piattaforme vicino alle persone in carne ed ossa e con un piano di rivendicazioni sostenute dalle lotte. L’ipocrisia del dibattito politico finirà con aumentare il distacco dalla politica dei cittadini e ciò non depone a favore della Democrazia.

Insieme alla difesa del lavoro dovremmo quindi occuparci di questo vulnus e dovremmo affrettarci a sistemare le nostre proposte per una nuova stagione di lotte che sia coerente coi reali bisogni del paese.

Adriano Sgrò

Coordinatore nazionale ‘Democrazia e Lavoro’ CGIL