“Unire le lotte per pace, democrazia e giustizia sociale”
Pubblichiamo il documento presentato all’Assemblea generale Cgil del 6 dicembre e sottoscritto da Adriano Sgrò e da altri cinque compagne e compagni
“Il Paese attraversa una fase di profonda crisi economica, sociale e democratica. Cresce la precarietà, si allargano le disuguaglianze e si restringono gli spazi di partecipazione e di democrazia, mentre aumentano le difficoltà per lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, giovani e studenti.
In questo scenario, la CGIL è chiamata ad esercitare pienamente la propria responsabilità unitaria e sociale, ponendosi come punto di riferimento per chi non vuole arrendersi alla rassegnazione e alla divisione.
Negli ultimi mesi si è sviluppata nel Paese una lunga e importante stagione di mobilitazioni, che ha visto la partecipazione di milioni di persone. Dopo lo sciopero generale del novembre 2024 contro la legge di bilancio, che segnò l’avvio di una fase di forte conflitto sociale, si è aperto un percorso di lotte e partecipazione diffusa.
Nel corso del 2025 il movimento è cresciuto e si è allargato: le campagne per il referendum sul lavoro e sulla cittadinanza hanno riportato al centro dell’iniziativa collettiva i temi della dignità, dei diritti e dell’uguaglianza. Si sono quindi sviluppati gli scioperi e le manifestazioni dei metalmeccanici, impegnati nella vertenza per il rinnovo del contratto nazionale, insieme alle mobilitazioni del personale della sanità privata e dei medici, a difesa del diritto alla salute e del valore del lavoro pubblico e privato.
A questo percorso si sono aggiunte le manifestazioni contro il genocidio a Gaza e la guerra, con gli scioperi ripetuti nei porti di Genova e Livorno e quelli generali del 19 e del 22 settembre e del 3 ottobre, che hanno visto la CGIL in prima linea, insieme a studenti, associazioni, movimenti per la pace e la solidarietà internazionale ed altre organizzazioni sindacali di base.
Questa importante iniziativa ha ottenuto un riconoscimento internazionale e, unendosi alla grande partecipazione di studenti e cittadini, è riuscita a squarciare il velo di propaganda ipocrita che era stato riposto sulla tragedia del popolo palestinese e sull’immane disastro provocato dal governo di Israele. Di questa vicenda dovremo ancora interessarci anche per garantire una corretta informazione sui fatti e la prospettiva della creazione dello Stato di Palestina, con forma di governo e istituzioni democratiche e con il conseguente riconoscimento internazionale.
La mobilitazione non si ferma: anche i prossimi scioperi del 5,6 e del 28 novembre-per citare solo alcuni di quelli legati a questioni di rinnovo contrattuale- rappresentano ulteriori tappe di un cammino di partecipazione e di lotta che troverà un nuovo momento di ulteriore sviluppo nello sciopero generale del 12 dicembre 2025 contro la manovra di bilancio, per chiedere una politica economica fondata su lavoro, diritti, pace e giustizia sociale. Le piazze di tutte le città in quella data devono essere percorse dalle nostre rivendicazioni e da una mobilitazione diffusa da Nord a Sud.
Unire le lotte significa riconoscere che ogni vertenza, in ogni luogo di lavoro, scuola o territorio, fa parte di un’unica battaglia collettiva per la dignità, la redistribuzione della ricchezza, del potere e dei diritti. È la risposta al tentativo del Governo di dividere e isolare il sindacato, di contrapporre pubblico e privato, giovani e anziani, Nord e Sud.
Dentro questa prospettiva, il pluralismo sindacale deve essere riconcepito come una risorsa e non come un ostacolo. È necessario superare la frammentarietà delle forze del lavoro, costruendo un terreno comune di confronto e di azione. Ciò richiede anche una profonda revisione del sistema normativo che oggi tende a criminalizzare i movimenti dal basso e il conflitto sociale o una nuova regolamentazione legislativa della rappresentatività sindacale. Dal decreto sulla sicurezza fino alle norme di autoregolamentazione dello sciopero, registriamo una compressione crescente della democrazia costituzionale e del diritto di protesta. La CGIL deve invece sostenere una dialettica forte e aperta, capace di contrastare questa deriva liberticida e di riaffermare il valore del conflitto democratico come fondamento della partecipazione e della libertà nel nostro Paese.
Noi dobbiamo stare nelle piazze e nelle mobilitazioni, costruendo con saggezza e determinazione un fronte largo di partecipazione, solidarietà e giustizia.
Abbiamo rifuggito la dimensione squisitamente istituzionale del sindacato, che rappresenta la deriva in cui rischia di scivolare il movimento sindacale confederale.
Siamo invece stati capaci di coniugare la dimensione dialettica e conflittuale con quella della contrattazione e della difesa individuale, poiché l’una non può esistere senza una compenetrazione forte con l’altra.
L’unità è una responsabilità storica della CGIL. Il nostro sindacato deve contribuire a unire, dare direzione e continuità alle mobilitazioni, dialogare con il mondo dell’associazionismo, della cultura, del pacifismo, con tutte le forze sociali che credono nella Costituzione e nella pace. Non si tratta di invadere la sfera dei partiti, ma di garantire un presidio di democrazia e partecipazione in un Paese dove si tenta di ridurre la voce del lavoro. La CGIL deve continuare ad essere un punto di riferimento per il Paese, per chi vuole costruire un futuro di giustizia sociale, di pace e di diritti.
Le lotte vanno sostenute, coordinate e rafforzate. La CGIL deve rispondere con saggezza, ma anche con determinazione, perché l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori è la condizione essenziale per cambiare davvero. Scioperiamo e ci mobilitiamo:
- per il rinnovo dei contratti;
- per salari e pensioni dignitose;
- per la pace;
- per la scuola e la sanità universalistiche, pubbliche e gratuite;
- contro i tagli ai servizi pubblici;
- contro l’aumento delle spese militari.
Unire le lotte significa difendere la democrazia, il lavoro e il futuro del Paese”.
Adriano Sgrò
Katia Perna
Valerio Melotti
Caterina Altamore
Saverio Cipriano (Commissione Garanzia Sud)
Giuseppe Gucciardo (Commissione Garanzia nazionale)
Pubblicato il 12 Novembre 2025
