Scuole civiche milanesi: per l’eccellenza e l’inclusione

Nel 1861, per volere dell’assessore dall’assessore Carlo Tenca, nasce a Milano una scuola superiore femminile ispirata dal desiderio di preparare le giovani donne ad inserirsi professionalmente nella società: si tratta di un progetto, di grande modernità e la scuola ottiene la Medaglia del Progresso nel 1875 all’Esposizione Nazionale di Vienna.  Nel 1886 la scuola è intitolata ad Alessandro Manzoni. Quella scuola c’è ancora: è il civico liceo linguistico Manzoni, oggi in via Deledda, 11, una scuola di eccellenza, dove si studiano, oltre alle varie lingue europee, anche Cinese e dal prossimo anno anche l’Arabo.

L’esempio mostra come il Comune di Miano sia sempre stato pioniere nel contesto dell’istruzione, della formazione, cogliendo quelli che erano i bisogni della città e dei cittadini, sensibile verso orientamenti culturali e socioeconomici. Pioniere nel riconoscere e rispondere ai bisogni di studenti lavoratori, giovani in dispersione scolastica e persone con disabilità, l’Amministrazione comunale ha saputo costruire un modello educativo inclusivo e all’avanguardia, offrendo opportunità concrete di crescita e riscatto. Negli anni ’70 e ’80, le scuole civiche erano numerose, diffuse nei quartieri, accessibili. Erano luoghi di apprendimento, certo, ma anche di socialità, di emancipazione, di riscatto.

L’istruzione non è soltanto un diritto: è un mezzo per costruire cittadinanza.

Il Comune, quindi, non solo ha gestito direttamente molte strutture formative, ma ha promosso un’idea di istruzione come diritto universale e strumento di emancipazione sociale. Oggi, sebbene il numero di scuole civiche sia drasticamente diminuito, l’eredità di quel modello è stata raccolta anche da altri attori del territorio, come AFOL Metropolitana, il CPIA 5, la rete IdA (Istruzione degli adulti) e il privato sociale, che continuano a operare nel solco tracciato dal Comune.

Attualmente, l’offerta formativa civica, gestita in economia, si articola in diversi centri specializzati, alcuni annoverati Area Formazione del Comune:

  • Arte&Messaggio: scuola post-diploma dedicata alla grafica, alla comunicazione visiva e alle arti applicate;
  • Centro di via Fleming: polo per l’alfabetizzazione e la formazione professionale, rivolto in particolare a cittadini stranieri e persone in cerca di reinserimento lavorativo;
  • Centro di via San Giusto: struttura dedicata alla formazione di giovani con disabilità legate a patologie genetiche, psichiatriche o deficit cognitivi;
  • Corsi di lingue: aperti a cittadini di ogni età, con un’offerta che spazia dalle lingue europee a quelle extraeuropee. Una formazione di qualità a prezzi contenuti;
  • Scuola civica di Liuteria: fondata nel 1978, la Civica Scuola di Liuteria del Comune di Milano è l’unica scuola civica di liuteria italiana.

Nell’Area Servizi Scolastici, invece, si trova il Polo Scolastico Manzoni, che comprende il Liceo Linguistico e l’Istituto Tecnico Economico (ITE), offerte paritarie ed il Centro di Istruzione dell’Adulto e dell’Adolescente (CIA).

Per ognuno di questi servizi si potrebbe scrivere un articolo, in questo scritto mi soffermo sul CIA, il servizio civico in cui lavoro.

Il CIA è una vera e propria scuola di seconda opportunità. Offre percorsi biennali di recupero scolastico a giovani e giovani adulti che, per vari motivi, hanno interrotto gli studi. L’obiettivo è quello di riaccompagnare questi giovani, potenziandone le competenze e le abilità, nel sistema formale dell’istruzione, restituendo loro fiducia e prospettive.

Negli anni, il profilo dell’utenza è cambiato: se un tempo si trattava prevalentemente di studenti lavoratori desiderosi di ottenere un diploma per migliorare il proprio status, oggi la maggior parte degli studenti è più giovane rispetto al passato, gli iscritti hanno un’età media di 22/23 anni e presentano bisogni educativi speciali (BES) o disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Molti affrontano anche problematiche psicologiche e psichiatriche, come ansia, depressione, dipendenze, ritiro sociale, autismo e schizofrenia. Alcuni sono inseriti in percorsi di giustizia riparativa, come la “messa alla prova”.

Le storie di riscatto sono tante: il CIA è stato un punto di svolta per molte persone. Tra queste, la cantante Malika Ayane, che da giovane commessa ha trovato nella scuola civica l’occasione per completare gli studi e coltivare il suo talento musicale. Un altro esempio emblematico è Daniel Zaccaro, ex rapinatore, che, dopo aver frequentato il CIA, si è laureato. Oggi lavora in una cooperativa sociale, aiutando ex detenuti a reinserirsi nella società. Ha scritto anche un libro in cui racconta il proprio cambiamento: “Ero un bullo” (De Agostini editore).

L’esperienza del Comune di Milano dimostra come l’istruzione possa essere uno strumento potente di inclusione e trasformazione sociale. In un’epoca in cui la dispersione scolastica e il disagio giovanile sono sfide sempre più urgenti, il modello delle scuole civiche e dei centri di seconda opportunità rappresenta una risorsa preziosa da sostenere, innovare e diffondere.

Antonia Cappelli

Rsu Comune di Milano

Pubblicato il 22 Dicembre 2025