Sanità pubblica in corteo: un segnale forte per il futuro

Il corteo di sabato 11 aprile ha rappresentato un passaggio importante dentro una nuova stagione di mobilitazione sociale e sindacale

La manifestazione di sabato 11 aprile a Milano per la difesa e il rilancio della sanità pubblica ha rappresentato un passaggio importante dentro una nuova stagione di mobilitazione sociale e sindacale. Migliaia di persone hanno attraversato le strade della città in un corteo festante, partecipato e liberatorio, partito simbolicamente dal Palazzo della Regione, luogo delle scelte politiche che negli anni hanno inciso profondamente sul sistema sanitario lombardo.

Una partenza non casuale, ma densa di significato: da lì è partita una risposta collettiva contro un modello che ha progressivamente indebolito la sanità pubblica, favorendo privatizzazioni e diseguaglianze.

In prima fila la Cgil Lombardia, insieme a tutte le categorie del sindacato, ai pensionati, ai lavoratori della sanità, del pubblico impiego e del privato sociale. Accanto alla Cgil, centinaia di associazioni, comitati, realtà civiche e del terzo settore che quotidianamente si battono per il diritto alla salute. Una convergenza ampia che testimonia quanto il tema della sanità sia oggi centrale nella vita delle persone e nella qualità della democrazia.

L’iniziativa aveva obiettivi chiari: dire basta alle liste di attesa interminabili, contrastare il processo di privatizzazione strisciante del sistema sanitario lombardo, rivendicare l’applicazione piena della legge 194, rilanciare una medicina territoriale e preventiva capace di rispondere ai bisogni reali delle comunità. Obiettivi che si inseriscono in una vertenza ormai non più rinviabile.

I dati sulla sanità lombarda parlano da soli: aumento della spesa privata, difficoltà di accesso alle cure, squilibri territoriali sempre più evidenti. In questo contesto, la gestione regionale appare sempre più distante dalle esigenze dei cittadini, segnando un modello che privilegia il mercato a scapito dell’universalità del diritto alla salute.

Il corteo si è concluso con un partecipato comizio finale, momento di sintesi politica e rilancio delle rivendicazioni. Dal palco è emersa con forza la necessità di costruire un’alternativa credibile al malgoverno regionale e di aprire una nuova stagione di diritti e investimenti pubblici.

La valutazione della giornata è fortemente positiva. Non solo per i numeri e la partecipazione, ma per il clima che si è respirato lungo tutto il percorso: una mobilitazione consapevole, determinata e allo stesso tempo carica di energia, capace di restituire fiducia e senso di comunità.

Un risultato che lascia ben sperare anche in vista della campagna di raccolta firme per la Legge di iniziativa popolare sulla sanità, promossa dalla Cgil insieme a centinaia di associazioni e militanti.

Quella di sabato 11 aprile non è stata una tappa isolata, ma l’inizio di un percorso. Un primo segnale dentro una più ampia ripresa della mobilitazione, necessaria per rimettere al centro un’idea di società migliore, fondata su diritti, uguaglianza e giustizia sociale.

Serve ora fare un passo in più: allargare la partecipazione, rafforzare il radicamento nei territori, costruire una mobilitazione ancora più grande e diffusa. Perché la difesa della sanità pubblica riguarda tutti e tutte, e rappresenta uno dei terreni decisivi per il futuro del Paese.

Adriano Sgrò

Assemblea nazionale Cgil, Area ‘Le Radici del Sindacato’

Pubblicato il 20 Aprile 2026