Ma quale patriarcato ‘naturale’
Chi tace, acconsente.
Alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, il ministro Nordio ha pronunciato un’affermazione molto grave, quando ha affermato che l’oppressione patriarcale è nel dna degli uomini. ‘Naturalizzando’ il patriarcato ha minimizzato la responsabilità maschile sulla violenza, e di fatto, ha dato un messaggio di resa da parte del Governo: non c’è niente da fare, è nel dna, al limite si può punire, ma non serve educare.
Un messaggio gravissimo.
Perché è certo che il patriarcato gli uomini ce l’hanno dentro, ma non è ‘naturale’, non è nel dna. È nei pregiudizi interiorizzati, nella cultura, nelle narrazioni sociali, nei modelli di potere. Tutta roba sedimentata in millenni di storia. Ma non è vero che non si possa cambiare. Certo, bisogna riconoscerlo, educare, mettersi in discussione e rinunciare ai propri privilegi di genere. Non è certo facile.
Dopodiché, Nordio ha detto una cosa grave e tante donne gli hanno risposto a tono. Ma, a parte eccezioni, non abbiamo assistito ad una levata di scudi da parte degli uomini, a cui ha detto che, sotto sotto, altro non sono che uomini delle caverne.
Non si sono sentiti offesi gli uomini? E soprattutto, non si sentono di dover in qualche modo rispondere? Perché, pensateci: chi tace, acconsente.
Eliana Como
Pubblicato il 2 Dicembre 2025
