La sicurezza? Non è un optional
Dall’esperienza come RLST una chiave di lettura che aiuta a comprendere la tragedia di Crans Montana
Nel mio zaino rosso da RLST portavo le foto di un ufficio di ingegneri carbonizzato da una stupida lucina di Natale. Uno dei soci era rientrato nelle vacanze di Natale per stampare una mail e aveva trovato il fumo denso. Memore di un corso antincendio, non era entrato come l’istinto lo avrebbe spinto per aprire le finestre, ma aveva chiamato subito i vigili del fuoco. Gli dissero che non sarebbe sopravvissuto. Lui mi disse che quel corso lo aveva salvato, fermandolo.
Quando giravo con le foto cercavo di spiegare che si crede che la prevenzione dai corsi di formazione, alle misure per evitare sia eccessiva, pallosa, trascurabile, ma non è così. A chi non succede niente non è un caso, è un insieme di azioni e misure corrette.
Ho visto un po’ di immagini e di foto dell’incidente nel locale svizzero. I due camerieri sono due lavoratori che fanno una cosa pericolosissima da innesco (con maschere e soffitto incendiabile). Si incendia e vedo un ragazzo (non so se avventore o lavoratore) che agita sopra un pezzo di stoffa (con buone intenzioni ci mancherebbe ma in salute e sicurezza non contano le buone intenzioni contano sapere quali sono quelle giuste!) e anziché spegnerlo (perché non è in terra ma alto) lo alimenta! Vedo poi cellulari che filmano anziché chiamare soccorso. Vedo poi altri filmati terribili sulla fuga e il panico.
Ci sarà un’inchiesta e ne sapremo di più, ma le domande di chi da sempre segue salute e sicurezza sono molte e teme già le risposte! Non si sono fatte tutte le cose pallose, noiose, prudenti, protettive che si dovevano fare. Si contano almeno 47 morti giovani e giovanissimi, decine di feriti. Vorremmo che un po’ di mondo che rompe le scatole con salute e sicurezza fosse un po’ più ascoltato. Se le uscite di sicurezza sono insufficienti non si fa un locale da tot persone, se le uscite di sicurezza non sono sgombre non si dice eh ma cosa vuoi che sia, se ci sono persone oltre capienza non si lascia stare perché è festa, se c’è del materiale infiammabile non si usano al chiuso stelle infiammabili incontrollabili anche se paiono innocue ma non lo sono, se c’è anche un solo lavoratore deve essere formato su salute e sicurezza, primo soccorso e antincendio, se ci sono tante persone si deve prevedere un piano di evacuazione con una sequenza di azioni e persone che le fanno eseguire ecc. ecc.
Temo sia una strage sul lavoro che coinvolge l’utenza come fu per la strage di Viareggio (con la differenza che il sistema svizzero è peggiore del nostro perché è molto improntato sull’assicurazione/risarcimento e non sulla prevenzione come le nostre Asl!). Ma tutto viene narrato come altro, con un misto di fatalismo e retorica strappalacrime!
Ecco, no. Discorsi così contribuiscono a ucciderci e metterci in pericolo. Ci vuole ascoltare i pallosi di salute e sicurezza, serve saperne tutte e tutti di più sui comportamenti virtuosi e come farli rispettare. Serve essere sicuri a lavoro affinché siano sicuri anche chi, del nostro lavoro beneficiano persino per fare festa!
Simona Baldanzi
Pubblicato il 13 Gennaio 2026
