La Palestina non è reato!

Ben 37 compagne e compagni furono denunciati il 3 ottobre 2025: in piazza il 24 gennaio contro i provvedimenti repressivi contro il genocidio, per chi ha manifestato e continua a farlo

Trentasette compagni e compagne di Massa sono stati denunciati per lo sciopero del 3 ottobre per la Palestina. Tra gli altri, i segretari territoriali di CGIL, USB e ANPI.

Come in tantissime altre città, quel giorno ci fu a Massa un corteo partecipatissimo e pacifico, che raggiunse ad un certo punto la stazione ferroviaria dando vita a un’invasione simbolica dei binari (già fermi per la larghissima partecipazione allo sciopero). Io mi trovavo a Roma quel giorno: anche lì, con le stesse modalità, il corteo salì sulla tangenziale.

L’operazione di Massa va persino oltre la criminalizzazione del dissenso del decreto sicurezza. È un vero e proprio atto politico, contro la società civile e le organizzazioni che hanno sostenuto le mobilitazioni contro il genocidio a Gaza. È una “vendetta” contro tutto “l’equipaggio di terra” della Global Sumud Flotilla.

Colpiscono i nostri compagni e le nostre compagne di Massa, tra questi Enio Minervini, storico delegato della nostra area. Ma in realtà colpiscono tutte e tutti noi che siamo scesi in piazza quei giorni. E colpiscono, a monte, la solidarietà per la Palestina, come già hanno fatto con la criminalizzazione di Hannoun.

Il punto, alla fine, è sempre quello: non vogliono che il popolo palestinese esista. Quindi non devono esistere nemmeno le manifestazioni per la Palestina, le raccolte di aiuti, le associazioni umanitarie a Gaza.

Se così è, abbiate almeno il coraggio. Denunciateci tutte e tutti!

Il 24 gennaio la manifestazione a Massa è stata davvero imponente: facciamo che diventi nazionale.

Eliana Como

Portavoce nazionale Area ‘Le Radici del Sindacato’ CGIL

Pubblicato il 26 Gennaio 2026