“Famiglia nel bosco” e accanimento giudiziario
L’articolo di Cappelli e Sgrò “Famiglia del bosco e tutela dei minori come scontro politico” (‘Progetto Lavoro’ n. 3 del 10 febbraio 2026) pone stimolanti quesiti, ma il principale, a cui merita dare una risposta, è proprio l’ultimo: “Cosa serve davvero ai bambini?”
Il 13 novembre 2025 il Tribunale dei minorenni dell’Aquila dispose l’allontanamento dal nucleo familiare Trevallion Birmingham dei tre figli di 6 e 8 anni, sospendendo (ma non facendo decadere) la potestà genitoriale. Le motivazioni: le condizioni inadeguate dell’abitazione e il totale isolamento sociale dei minori (l’intossicazione da funghi è stata ridimensionata come gravità e come motivazione). L’intenzione era quella di venire incontro ai bisogni dei bambini.
Quali ad esempio? Una casa abitabile (però messa abbastanza celermente a disposizione da un privato e accettata, anche se con qualche ritrosia, dai genitori). La socialità con coetanei (ma pare si svolgessero già incontri di convivialità con altri minori). La scuola (certo, anche se lo “home schooling” in Italia sembra sia praticato ormai da oltre quindicimila minori). Le vaccinazioni (anche se tuttora il 5% dei minori italiani non viene vaccinato, cioè purtroppo quasi ventimila bambini).
Ma, più di tutto (e veniamo alla domanda di Cappelli e Sgrò), “cosa serve davvero ai bambini?” Risposta: la vicinanza e l’amore dei genitori. Nella prima e seconda infanzia la presenza genitoriale e soprattutto il legame affettivo con essi è fondamentale per un corretto sviluppo psicofisico, a meno che il rapporto non sia segnato da violenza fisica o psicologica. Ora, sono piuttosto evidenti le carenze dei genitori in questione (caratterizzate anche da una bizzarra ideologia animista-pauperistica), ma nei loro confronti non sono mai state mosse accuse, e neanche sospetti, di maltrattamenti di alcun tipo. Anzi, semmai, da quello che si può dedurre il legame parentale sembra più di tipo simbiotico che rifiutante (o maltrattante): un discutibile rapporto di “fusione”, ma comunque forte.
È qui che appare sproporzionato e controproducente il provvedimento giudiziario. Infatti l’allontanamento di un minore dalla famiglia è una misura di protezione estrema, quando il contesto familiare espone il bambino a grave pregiudizio: maltrattamento e abuso; incapacità genitoriale per alcolismo, tossicodipendenza o malattia psichica; violenza tra coniugi; grave incuria e trascuratezza.
L’incongruità dell’allontanamento dai genitori in questo caso è evidente e nel frattempo sono passati 3 mesi, che nella cronologia dell’età evolutiva è un’eternità. È giustificato allora mantenere separati per tre mesi i figli dai genitori, segregandoli in una casa famiglia in cui solo la madre può vederli per un’ora? Impedendo persino il pranzo di Natale? E si badi bene: il fatto che il nucleo fosse chiuso ed escludente è un’ulteriore aggravante, perché sono stati tolti bruscamente gli unici due punti di riferimento affettivo a dei minori molto legati, in maniera quasi esclusiva, alle figure parentali. Un vero e proprio trauma che rischia di procurare immediati e futuri squilibri allo sviluppo dei bambini, in una fase così delicata della vita. Un errore grave che, con il trascorrere dei giorni, si sta trasformando in un accanimento giudiziario, nocivo soprattutto per i minori.
L’allontanamento protratto è quindi il danno principale procurato ai figli della coppia. Questo non vuol dire ovviamente che non vada proseguita la doverosa sorveglianza sociale e i provvedimenti di sostegno e di educazione della coppia.
Tutto il clamore mediatico, le iniziative intimidatorie degli avvocati, le strumentalizzazioni politiche della destra o viceversa la difesa corporativa dei servizi di controllo sociale vanno collocate su un piano secondario rispetto al dramma che stanno vivendo i minori in questione.
Ciò che dispiace è che le conoscenze sullo sviluppo psicologico e affettivo in età evolutiva, acquisite in più di cent’anni di studi e di ricerche, in questa vicenda siano state così colpevolmente ignorate.
Pierpaolo Brovedani
Pubblicato il 26 Febbraio 2026
